Il 4 maggio riaprono i cantieri. Non si parla d’altro che di nuove regole e disposizioni che entreranno in vigore nella fase 2. Sappiamo che i colorifici e le ferramenta non hanno mai avuto l’obbligo di chiudere, ma molti sono stati fermi. Chi per impossibilità di garantire norme di sicurezza minime al contrasto del virus, chi perché di fatto essendo i cantieri chiusi il calo del lavoro ha portato all’obbligata scelta di chiudere tutto e contenere i costi. Chi è stato aperto lo ha fatto grazie ad importanti adeguamenti  previsti dal regolamento già in vigore con i decreti di marzo. Ora che i professionisti potranno ricominciare a lavorare e tornare nei loro cantieri, ci siamo interrogati su due questioni.  La prima è “come si stanno adeguando i colorifici e le rivendite”? la seconda è: “quali sono in concreto le azioni di contenimento e prevenzione che i professionisti saranno tenuti ad applicare?”  Per rispondere almeno alla prima di queste semplici domande ci siamo rivolti ad un campione di negozi professionali e di prossimità, ferramenta e magazzini di edilizia, cercando di capire quali azioni sono state messe in atto in vista della riapertura. Di seguito una sintesi delle informazioni raccolte.

Andrea Zanardi

Siamo già operativi da un paio di settimane, abbiamo installato barriere di plexiglass su ogni bancone, creato percorsi di uscita e entrata separati, attaccato adesivi sui pavimenti contrassegnando percorsi e distanza di sicurezza, anche con appositi coni segnaletici. Abbiamo colonnine che erogano gel igienizzante e chiediamo ad ogni utente di utilizzarlo per disinfettarsi. Dopo aver igenizzato le mani chiediamo comunque di indossare i guanti, in modo che qualsiasi cosa venga toccata ( anche le  cartelle colori ) sia i nostri dipendenti che i clienti siano più protetti.

Francesca Valentini

M.A.D. Srl Colore e design

Quali misure di prevenzione hai pensato per il tuo negozio?

A questa domanda la risposta corale é certamente il riferimento di quanto indicato dal ministero della sanità, ma in forma concreta vediamo cosa significa. In sintesi è necessario evitare il più possibile assembramenti e il contatto diretto con superfici, oggetti potenzialmente infettati al contatto di chi risulta positivo ( e magari non manifesta sintomi ).  Tra le varie risposte ottenute ovviamente l’indicazione di cicli di sanificazione, la messa a disposizione di mascherine per i dipendenti ed eventualmente anche per i clienti, e l’introduzione di barriere e segnaletica, magari con percorsi obbligati di ingresso e uscita che permettano ai clienti di non avvicinarsi mai ai dipendenti entro i 1,5 – 2 metri. C’è anche chi queste norme già le applica da tempo, come le rivendite abituate a servire anche una buona percentuale di privati. Risulta molto efficace compartimentare il negozio, sfruttando al massimo ogni  superficie libera. I percorsi obbligati permettono di evitare file all’esterno, pur sempre mantenendo un limite al numero massimo di persone che possono entrare. Una soluzione collaudata è anche l’obbligo ( riservato ai clienti già registrati) di chiamare con anticipo il negozio. Questo permette di accelerare i tempi e permettere il minore contatto  tra venditore e cliente. Abbiamo anche brutte notizie: attività formative e cornetti della colazione saranno per un pò sospesi. Verrà certamente a mancare per i primi tempi quel clima di convivialità che solo le rivendite professionali riescono ad instaurare con i propri clienti affezionati, cosa che la grande distribuzione probabilmente non riuscirà mai ad eguagliare. 

In questi due mesi abbiamo assistito ad un vero e proprio boom di vendite on line, siti e-commerce e consegne a domicilio. E’ dunque sorta una domanda spontanea, argomento tra l’altro già discusso nell’articolo uscito su FELnews le scorse settimane. 

Vendita on-line. E’ il futuro dei nostri colorifici?

A questa domanda quasi la totalità degli intervistati ha espresso l’idea che questa crisi porterà necessariamente ad un cambiamento delle modalità di vendita. Quasi tutti i titolari dei negozi che abbiamo coinvolto nel sondaggio  ha manifestato l’interesse nell’estendere al web la capacità di vendita. Solo pochi sporadici casi pensano invece che la vendita on-line non possa funzionare nel mercato professionale ma che possa avere risvolti solo sull’utenza privata. Una cosa è certa: non sono pochi i colorifici che stanno pensando di aprire canali e-commerce, o che lo stanno già facendo. Per molti la vendita sul web si riduce in realtà alla semplice pubblicazione di offerte e di prodotti su canali social e siti internet, una comunicazione che è letteralmente esplosa negli ultimi due mesi e che comunque sta dando i suoi ottimi risultati. La comunicazione sui social, se fatta bene, aumenta decisamente il potere di vendita dei colorifici, e se prima era considerata un accessorio, adesso è sempre più affidata a professionisti del settore.

Dopo le prime richieste mi sono attivato con un corriere per le consegne a domicilio di colore e sto organizzando un e-commerce visto che ritengo che dopo questo crisi il mondo resterà cambiato e che ci si dovrà sempre di più spostare sul web per quello che si può!

Daniele Iotti

Colorificio Arcobaleno di Iotti Daniele

Abbiamo deciso di sanificare gli ambienti commerciali con la tecnologia Infinity Biotech che satura l’ambiente di perossido di idrogeno atomizzato. Per allungare gli effetti vaporizziamo tutti i giorni con disinfettanti x ambianti. Inoltre abbiamo posto all’ ingresso un dispencer di gel per disinfettare le mani. Ci siamo subito rese operative per la consegna a domicilio dei prodotti in modo da limitare gli spostamenti dei nostri clienti e garantire minor possibilità di esposizione ai contagi.

Luisa Locatelli

Colori Locatelli s.a.s.

Come cambierà il nostro lavoro?

In pochissimi hanno dato risposta all’ultima delle nostre domande. Questi due mesi ci hanno ormai abituati a non contare più su alcuna certezza e anche l’idea di fare previsioni è diventata poco sensata. La maggior parte di quanti hanno dato una risposta concreta pensano che la situazione attuale cambierà in maniera permanente il nostro modo di lavorare, in particolare ci saranno nuovi orari e nuove modalità di lavoro. Alcuni pensano che addirittura sarà necessario dilatare gli orari di lavoro e che non esisterà neppure più il riposo domenicale ( almeno per i primi tempi). Dovremo rendere la merce accessibile h24 e a distanza, perché anche i professionisti cambieranno abitudini, e molti saranno costretti a lavorare anche nelle festività. Sarà un periodo duro durante il quale dovremo evitare i contatti fisici favorendo magari altri canali come i social, perché “questa distanza fisica obbligata va necessariamente colmata con una vicinanza virtuale attraverso cui continuare a fare per la nostra azienda la cosa più importante: mettere a disposizione la nostra conoscenza, esperienza e professionalità a servizio dei nostri clienti, consigliandoli. Puntiamo sui social e sull’ on-line cercando di non perdere la parte umana del nostro lavoro”.

In alcuni rari casi abbiamo riscontrato addirittura un aumento di lavoro, anche su professionisti. segno probabilmente che non tutti i cantieri sono stati davvero chiusi, o comunque qualche pittore ha deciso di svolgere qualche lavoro. Anche i tanti privati che si sono rivolti ai colorifici hanno forse capito  la differenza tra una rivendita specializzata e una GDO. In tutto ciò c’è anche chi crede fermamente che questa situazione sia passeggera, e che l’attenzione di oggi sui canali web non durerà, In particolare per quello che riguarda il mondo professionale. 

 

Praticheremo operazioni di sanificazione e pulizia almeno due volte al giorno, abbiamo predisposto barriere parafiato al bancone, e messo a disposizione mascherine e visiere in plexiglass. Abbiamo anche pensato ad una segnaletica a terra per identificare  percorsi e garantire le distanze di sicurezza.

Giuseppe Sonetti

Sonetti Colorificio dal 1830

#UNITINELCOLORE

#unitinelcoloreNella speranza che davvero tutto si risolva presto abbiamo avviato una rubrica lanciando l’Hashtag #UNITINELCOLORE. Un modo per raccontare in maniera solidale le iniziative che il nostro mercato ha dovuto prendere per affrontare questa emergenza. Se anche voi volete contribuire con il vostro racconto o con contenuti pubblicate le vostre foto sui social con  l’Hashtag #UNITINELCOLORE oppure scriveteci.

 

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