COVID-19: indicazioni per colorifici e produttori: le risposte di AVISA

Intervista a Gianni Martinetti

Gianni Martinetti

Presidente Gruppo pitture e vernici AVISA Federchimica

Gianni Martinetti indicazioni per colorifici

Nelle ultime settimane l’emergenza Coronavirus ha indotto le autorità governative e i ministeri ad emanare numerose ordinanze e decreti attuativi che hanno interessato necessariamente anche la filiera del settore del colore, dei prodotti vernicianti e dell’edilizia leggera, dal produttore all’applicatore, passando dal grossista e rivenditore. Il veloce succedersi degli eventi ha purtroppo creato in alcuni casi diffusa incertezza e confusione. Per fare chiarezza ci siamo rivolti ad AVISA Federchimica, l’autorevole associazione Nazionale che rappresenta le imprese produttrici di adesivi e sigillanti, inchiostri da stampa, pitture e vernici. L’obiettivo é quello di fornire chiari concetti e indicazioni utili per colorifici e produttori, al fine di dipanare ogni dubbio su quanto dice la legge attualmente in vigore. Abbiamo intervistato Gianni Martinetti, presidente del Gruppo pitture e vernici di AVISA Federchimica, che ha fornito risposte chiare ad alcune delle principali e numerose domande ricevute in questi giorni dalla filiera, dando indicazioni per colorifici e produttori.

Presidente, il provvedimento del 22 marzo dispone “la chiusura delle attività produttive, escluse quelle “necessarie a garantire beni e servizi essenziali” afferenti ai codici ATECO indicati in Allegato I”.  L’azienda produttrice di materiali vernicianti deve quindi fermarsi? 

La risposta è no, non è obbligata a farlo. Le spiego il perché:  tra i codici Ateco indicati dall’allegato1 che possono proseguire nell’attività è compresa la macro categoria “20. – Fabbricazione di prodotti chimici”. Il codice ATECO dei prodotti vernicianti “20.3 – Fabbricazione di pitture, vernici e smalti, inchiostri da stampa e adesivi sintetici (mastici)” .
L’attività di produzione di pitture e vernici è pertanto possibile, fatta sempre salva l’ottemperanza alle disposizioni di salute e sicurezza specifiche per contrastare il diffondersi del contagio da COVID. Questo è quanto dice la legge, tuttavia molte aziende hanno deciso volontariamente di chiudere l’attività.

Grande confusione anche per quello che riguarda i negozi e i distributori di pitture e vernici. Molti hanno chiuso, altri tengono aperto. Cosa dice la legge?  

Il DPCM 22 marzo non menziona le attività commerciali al dettaglio ma stabilisce all’art.1 comma 1 lettera a) (quarto paragrafo) che vale “(…) per le attività commerciali quanto disposto dal DPCM 11 marzo 2020 e dall’ordinanza del Ministero della salute del 20 marzo 2020”.
Le indicazioni per i colorifici, le ferramenta e le attività commerciali è che possono pertanto rimanere aperti (fatta sempre salva l’ottemperanza alle disposizioni di salute e sicurezza specifiche per contrastare il diffondersi del contagio da COVID) considerato che il DPCM 11 consentiva il “Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico“. Questo però non obbliga le aziende a tenere aperto. Di fatto molte rivendite hanno scelto liberamente di chiudere momentaneamente la propria attività, da un lato per garantire la sicurezza di dipendenti e clienti, dall’altro come libera scelta in un momento tanto difficile per l’intero Paese. Rimane inteso che tali disposizioni saranno valide fino al 3 aprile 2020 ( il decreto del 22 marzo all’art. 2 comma 1 infatti ha prorogato tutte le ordinanze a questa data)
Va detto anche che alcune Regioni (Lombardia, Emilia-Romagna, Molise) hanno adottato prima della presentazione del provvedimento una nuova ordinanza con ulteriori misure restrittive; tali misure non escludono comunque l’attività di commercio al dettaglio di prodotti vernicianti (salvo definire eventuali giorni di chiusura). 

E per i distributori grossisti che non possiedono la licenza di vendita al dettaglio? Quali disposizioni? 

Il DPCM 22 marzo non prevede tra le attività consentite dall”Allegato I le attività commerciali all’ingrosso di prodotti chimici.  Per l’attività di commercio all’ingrosso di prodotti vernicianti è necessario quindi prevedere una richiesta di autorizzazione specifica al Prefetto competente.

Per i grossisti che devono fare domanda alla prefettura, come devono procedere per farla? esiste un modulo univoco?

No, attualmente non è disponibile un modello standard per tutte le Prefetture; è necessario quindi fare riferimento all’ eventuale modulistica messa a punto della Prefettura della provincia ove è ubicata l’attività produttiva, scaricarla, compilarla e inviarla alla prefettura.

Ringraziamo il Presidente di Avisa Federchimica Gianni Martinetti per aver chiarito alcuni degli aspetti più discussi in questi giorni, dando indicazioni per i colorifici e i produttori e illustrando con dettaglio quanto dice la legge, almeno per quanto riguarda la filiera produttiva e della distribuzione.

E le imprese?

Aggiungiamo anche qualche indicazione per quanto riguarda i posatori e imprese. Il Dpcm 22 marzo ( vai al testo integrale) di fatto arresta una serie di attività economiche «non necessarie». Per individuare le singole attività che potranno proseguire è stato scelto il criterio della classificazione Ateco, indicando nell’allegato 1 al testo del decreto l’elenco di attività che potranno rimanere in attività. Il settore edilizia e  costruzioni prevede tre grandi gruppi Ateco: costruzione di edifici (codice 41), all’edilizia civile (codice 42) e ai lavori specializzati (43), con relative specifiche attività per ciascuno dei tre gruppi. In base al Dpcm.  Di questi 3 punti potranno proseguire solo i seguenti: 42 Ingegneria civile; 43.2 Installazione di impianti elettrici, idraulici ed altri lavori di installazione di costruzione. Non sono citati quindi i cantieri rientranti nel codice 41 – COSTRUZIONE DI EDIFICI , 41.1, Sviluppo di progetti immobiliari senza costruzione, 41.2 Costruzione di edifici residenziali e non residenziali, 43.1 – DEMOLIZIONE E PREPARAZIONE DEL CANTIERE EDILE, 43.3 COMPLETAMENTO E FINITURA DI EDIFICI 43.9 ALTRI LAVORI SPECIALIZZATI DI COSTRUZIONE . Questi ultimi, che sono la stragrande maggioranza dei cantieri che interessano l’artigiano e l’impresa del settore edilizia, dovranno osservare la chiusura.

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Sul sito www.avisa.federchimica.it puoi scaricare gli allegati e altro materiale utile

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