Terre d’Ocra. La regione francese dove estraggono il colore.

Sulla terra esistono luoghi naturali e antropici che rappresentano vere e proprie mete di pellegrinaggio per gli amanti del colore. Tra questi luoghi, non molto lontano dal confine italiano troviamo una delle località più belle della Francia. Siamo in Provenza, terra già famosa per i suoi colori e con i suoi scorci sui campi di lavanda che tra giugno e luglio invadono le colline con il loro colore viola. Ma non è della Lavanda che vogliamo parlarvi in questo articolo, bensì del colore Ocra, e delle infinite sfumature dal rosso al giallo che caratterizzano le case e tutto l’ambiente intorno Roussillon, uno dei borghi più suggestivi di Francia. Nel centro del villaggio è possibile apprezzare ogni dettaglio e sfumatura di colore; tra le piazzette, tutte molto carine, quella principale è piena di fiori e ristoranti.  

Ma qual’è il segreto dei colori di questo antico villaggio? La risposta è nella terra sulla quale e con la quale il centro abitato è stato costruito. Roussillon infatti sorge su uno dei più grandi giaciamenti di terra d’Ocra al mondo, e rappresenta un importante giacimento estrattivo di polvere colorante naturale.
Da qui sono stati estratti i colori rosso delle pareti della grotta di Lascaux, il rosa delle guance delle antiche patrizie romane, l’arancio acceso delle case dei paesi d’Apt. L’ocra è la regina dei coloranti minerali naturali e ha fatto, almeno in passato, la fortuna di Roussillon.

L’industria del colore fondata intorno alle cave ha raggiunto il suo splendore nell’ Ottocento, e ora risente della diffusione dei coloranti sintetici. Il colore Ocra però ha lasciato sulle pareti del paese un patrimonio ineguagliabile, che si declina tra torri e ripide stradine, chiesette e piazze panoramiche, spaziando dal rosa salmone all’arancione, dal giallo dorato al rosso mattone. Così il fascino del colore ha fatto sì che un borgo di per sé grazioso ma non particolarmente significativo per monumenti o bellezze architettoniche potesse entrare a pieno diritto tra i più belli di Provenza. Si passeggia sotto la Tour du Beffroi e intorno alla cittadella fortificata, si esce da una navata di chiesa inaspettatamente bianca per ripiombare nel rosso caldo della canonica, ci si affaccia da strette piazzette con belvedere che ricordano un po’ quelle della costiera amalfitana, ma al posto del mare sotto aspettano rocce ocra e la Vaucluse.

Ma se se volete conoscere tutti i segreti del colore di questi luoghi dovete assolutamente visitare il Conservatoire des Ocres et Pigments Appliqués per imparare tutto, ma proprio tutto sui pigmenti colorati, non prima di aver percorso il suggestivo Sentiero delle Ocre, una piacevole escursione tra le antiche cave naturali della terra d’Ocra, accompagnati dai pannelli esplicativi che vi accompagnano tra sabbia lucente e qualche formazione rocciosa modellata da vento e piogge. Non lontano si può raggiungere Okhra, conservatorio delle ocre e dei pigmenti applicati, che propone in una fabbrica dismessa poco lontano dal villaggio laboratori di utilizzo del pigmento, oltre che un percorso sulla sua origina geologica, sulla storia della sua fabbricazione e dell’industria della Vaucluse, mentre un giardino botanico a tema permette di conoscere i colori vegetali.

Ai più allenati e avventurosi consigliamo di raggiunge Rustrel, a una ventina di chilometri verso est, un sito che non ha l’atmosfera del villaggio ma è spettacolare per varietà di paesaggi e dimensioni: si esplora con percorsi da 1km a 13 km di lunghezza, in una cava dismessa con ancora visibili i bacini di decantazione e le pompe.