Isolamento termico e case italiane: le origini della problematica

Il clima riscontrato nelle ultime settimane ha portato sempre più alla ribalta la problematica dello stato di conservazione degli edifici sul nostro territorio. Molte abitazioni fanno davvero fatica a mantenere una temperatura ideale se non attraverso un continuo uso dei servizi di riscaldamento, e la problematica nasce a monte, soprattutto dai piani edilizi stabiliti dalla seconda metà del ‘900, quando la massiccia ricostruzione del secondo dopoguerra ha portato all’ideazione di case con pareti particolarmente carenti dal punto di vista dello spessore.

Se un tempo le case venivano costruite con pareti particolarmente spesse(vedi le case dei centri storici) , aspetto che permetteva un buon livello di isolamento termico, gli ultimi 50-60 anni hanno visto il continuo proliferare di edifici con involucri di separazione tra ambiente interno ed esterno particolarmente carenti, sia dal punto di vista dello spessore, sia dalla scarsità qualitativa del materiale scelto. Non seconda a questa cosa, troviamo anche la scelta di implementare varie soluzioni ritenute fino a pochi anni fa assolutamente idonee, ma non particolarmente felici se si pensa agli effetti che danno sull’isolamento della parete, ossia la realizzazione di intercapedini di aria, cioè di spazi vuoti nei muri perimetrali, ideati con l’idea di generare una barriera artificiale tra interno ed esterno, ma che in realtà, se dallo spessore particolarmente elevato, risulta essere responsabile della creazione di correnti d’aria con conseguenti dispersioni termiche di importo elevato.

Queste scelte portano ad avere appartamenti che hanno una scarsa capacità di trattenere il calore generato dai riscaldamenti durante i mesi freddi, lasciando di contro ampia possibilità al caldo e all’umidità dell’estate di entrare nelle nostre case.

Come si può migliorare il benessere termico in un’abitazione?

Un modo efficace per poter migliorare il benessere termico delle abitazioni che riscontrano queste problematiche è sicuramente rappresentato dall’installazione di un cappotto termico esterno, che comprende l’inserimento di uno strato di materiale isolante sulla facciata esterna dell’edificio.

Questa tecnica di coibentazione oltre che molto onerosa è spesso poco praticabile se ci troviamo in condominio e a dover decidere sono tante famiglie che non vogliono collaborare in questo senso.

Oggi vogliamo invece porre il focus su come isolare una parete interna, soluzione che si prospetta come valida alternativa in tutti i casi in cui non si ha modo di isolare l’edificio esternamente. Effettivamente non è sempre necessario un isolamento totale della casa per riscontrare dei sensibili miglioriamenti in termini di benessere abitativo (e, non dimentichiamolo, efficientamento energetico, in quanto una casa ben isolata consente di risparmiare molto sui consumi, utilizzando i servzi di riscaldamento e raffreddamento solo in determinate circostanze e per periodi di tempo inferiori al solito), e si potrebbe aver bisogno di isolare solo una o due stanze.

E’ chiaro, però, che queste considerazioni sono interessanti soprattutto in fase di progettazione dell’appartamento, ma mal si sposano con interventi di ristrutturazione che dovrebbero far letteralmente cambiare posizione ad ambienti e stanze, rendendo troppo costoso il tutto. E’ preferibile, invece, cercare di intervenire dove si ha modo di porre una soluzione con velocità, ed è proprio per questo che si può valutare dove possibile, di isolare termicamente la parete che presenta al suo interno un’intercapedine. L’eliminazione del vuoto presente è molto importante, in quanto consente di ridurre al minimo il fenomeno della dispersione termica, consentendo di recuperare da 1 fino a 4 gradi centigradi che, per una singola abitazione, risulta essere un risultato davvero ragguardevole.

Per riempire un’intercapedine esiste un metodo efficace e per nulla invasivo, ossia il riempimento del vuoto con del materiale isolante, realizzabile con un’operazione di insufflaggio, che consente tramite un apposita macchina provvista di tubazione di inserire del materiale isolante fino al completo riempimento del vuoto dell’intercapedine.

Perché realizzare l’insufflaggio di una parete interna

Prima di tutto non è un intervento che va a rubare spazio fisico nella nostra abitazione, in quanto si riempie semplicemente uno spazio vuoto già presente nella casa, quindi un lavoro del tutto pulito e scevro da qualsiasi opera muraria!.

Non è nemmeno una modifica invasiva, in quanto si deve prendere in considerazione per l’intervento solo la parete interna nella quale è situata l’intercapedine, praticando su di essa una serie di fori necessari per permettere l’inserimento del materiale isolante (scopri nel dettaglio quali sono i passaggi per realizzare un corretto insufflaggio); basterà quindi liberare la parete da mobili e quadri per realizzare l’intervento; una volta finito la ditta incaricata del lavoro provvederà alla rasatura dei fori, lasciando al proprietario la sola incombenza di imbiancare nuovamente il tratto di parete considerato. Non sono, di conseguenza, previsti ponteggi o opere di muratura supplementari, consentendo un lavoro pulito e di semplice realizzazione.

Non si tratta di un intervento particolarmente oneroso, tutt’altro è un lavoro molto economico soprattutto se rapportato a quello di un cappotto termico. In ogni caso non è una spesa fine a se stessa, piuttosto un piccolo investimento, in quanto con gli anni i continui risparmi energetici che si manifesteranno in bollette sempre meno care, ammortizzerete il costo sostenuto in soli 3-4 anni(contro i 10-15 anni di un cappotto termico).

Per completare, non dimentichiamo che:

  • Il lavoro si completa in meno di una giornata di lavoro, quindi nessun inquilino ha la necessità di scomodarsi
  • Si può realizzare eventualmente anche intervenendo dall’esterno, se le condizioni lo consentono
  • Non è necessario richiedere delle autorizzazioni preliminari, in quanto non è un intervento sottoposto a vincoli ne modifiche volumetriche ne strutturali
  • Le detrazioni fiscali vigenti (50 e 65%) consentono di recuperare oltre la metà del costo sostenuto!

Il corretto insufflaggio dell’intercapedine consente di migliorare anche la valutazione complessiva dell’intero edificio, arrivando a migliorarne la classe energetica (il tutto realizzabile richiedendo l’attestato APE che certifica la classe energetica nella quale si trova attualmente la casa… ovviamente una miglior classe comporta il vivere in una casa che produce meno sprechi e dal valore di vendita potenzialmente più elevato); ecco perché è davvero il caso di iniziare a considerare questa opportunità.