Un libro dell'800 ci spiega dove trovare i Colori in Natura.

Che bella che è la natura, soprattutto in primavera, quando il clima si fa più mite e sboccia in tutta la sua bellezza facendoci sognare con le sue milioni di sfumature.

Colori e natura sono uniti da un legame inseparabile.
Un tempo, quando non esisteva ancora la fotografia, riuscire a dare un nome universale a tutti questi colori era molto complicato.
Lo era per tutti tranne per il mineralogista tedesco Abraham Gottlob Werner che, nel 1814, descrisse minuziosamente in uno schema cromatico tutte le tonalità esistenti sulla Terra nel suo libro La Nomenclatura dei colori di Werner.

Il libro diviene da subito un vademecum per tutti i naturalisti, perchè non solo descriveva e dava un nome alle sfumature dei colori (a tratti fantasiosi come Rosso sangue arterioso, Bianco latte-scremato o Nero velluto) ma, per ognuno, indicava esattamente dove trovarlo in natura: il Verde Mela, oltre che sul frutto di cui porta il nome, può essere ammirato anche sulla “parte inferiore delle ali della falena Green Broom”;  il Blu di Prussia è una “macchia di bellezza” sull’ala dell’anatra selvatica.

La Nomenclatura di Werner comprende 110 colori, che appaiono pochi se confrontati con le attuali palette di colori a disposizione di ogni imbianchino. Esso rappresenta come l'osservazione della natura può ispirare e creare poesia. A tal proposito, dal momento che anche oggi la guida cromatica di Werner risulta accattivante per i naturalisti e i pittori, è stata ristampata recentemente dalla casa editrice dello Smithsonian Museum.

Sei curioso di vedere il libro originale? Puoi sfogliarlo qui gratuitamente!