La figura è quell’elemento, o insieme di elementi, delimitato da un contorno che, all’interno di un’immagine, attira la nostra attenzione. Per sfondo si intende la parte dell’immagine che avvolge la figura, e che ci appare più lontana e indefinita. Quando osserviamo un’immagine, assegniamo inconsciamente alla figura il ruolo primario e allo sfondo un’importanza meno rilevante.

Nel corso degli anni sono state elaborate diverse teorie, che spiegano la nostra percezione del rapporto figura-sfondo, ve ne riportiamo alcune:

  • La superficie o le forme più piccole tendono ad essere lette come figure, quelle più grandi come sfondo. Questo perché le prime sembrano possedere una densità maggiore rispetto alle seconde.

  • Le forme chiuse, più nitide e definite, vengono generalmente percepite come figure, mentre quelle aperte come sfondo.

  • La forma più semplice, tende a prevalere su una più complicata, risultando come figura, mentre quella più elaborata come sfondo.

  • La parte inferiore di un’immagine viene letta generalmente come figura, mentre la parte superiore come sfondo. Questo deriva dal fatto che, inconsciamente, associamo la parte bassa alla terra e quella alta allo spazio vuoto del cielo. Nel quadro che vi mostriamo  (Le Passeggiate di Euclide, di René Magritte) l’ambiguità dell’immagine è interamente giocata sul rapporto di continuità tra figura e sfondo. L’inganno è svelato dal margine bianco della tela e dalla parte superiore del cavalletto.

L’immagine seguente, il quadro di René Magritte, L’uomo e la notte, suscita invece stupore perché stravolge la nostra concezione mentale di figura e sfondo. L’uomo, che al di qua del parapetto dovrebbe osservare il paesaggio notturno, assume l’aspetto incorporeo di una sagoma ritagliata, che contiene lo sfondo stesso. In questo modo si trasforma da potenziale osservatore ad elemento di sfondo, sospeso nella notte.