È un colore freddo che ispira fiducia e sicurezza, ma anche serenità. E’ facilmente associato al mare o al cielo, elementi che rimandano all’infinito. Stiamo parlando del blu, colore tra i più amati e apprezzati di sempre.
Esiste un luogo, un circuito naturalistico, un trekking considerato tra i più estremi al mondo dove il blu dei panorami sul mare è associato al termine “Selvaggio”, che bene si presta a descrivere un ambiente montano inaccessibile ed estremo. Sto parlando del celebre itinerario “selvaggioBlu” che si arrampica sulle scogliere dei monti dell’Ogliastra, nel golfo di Orosei, sulle coste della Sardegna orientale. Qui ho avuto l’opportunità di sperimentare e vivere in prima persona il contrasto tra la bellezza di panorami unici al mondo, con la silenziosa fatica di un percorso selvaggio e inospitale. Percorrere questo sentiero, un cammino della durata di sei giorni lontano da ogni forma di comodità moderna, significa accostarsi ad un ambiente naturale tanto bello quanto aspro, dove il colore blu è protagonista assoluto.

Fa riflettere come sia proprio questo contrasto a coinvolgere ed attrarre ed a portare l’uomo ad immergersi in luoghi come questo, dove il proprio corpo è messo a dura prova e l’unica vera preoccupazione è quella di conservare il proprio fisico. Siamo abituati alle nostre vite immerse nelle comodità: tutto è accessibile e quasi scontato. In questi luoghi, invece, ci confrontiamo con i nostri limiti, osando ogni volta qualcosa in più. Sentieri affilati, strapiombi mozzafiato, arrampicate e calate su pareti rocciose, ore di calura e assenza di acqua, in una sola cornice costante: il blu, che ci trasporta con lui in una dimensione lontana ed atavica.

“Quanto più il blu è profondo, tanto più fortemente richiama l’uomo verso l’infinito, suscita in lui la nostalgia della purezza e infine del sovrasensibile.”
(Wassily Kandinsky)

Andrea Zanardi